Linee guida recinzioni elettrificate

Si raccomanda la realizzazione della recinzione elettrificata attenendosi alle linee guida fornite dal progetto Life Arctos, per complessive 5 linee di fettuccia di cui le prime tre a 20 cm di distanza l’una dall’altra e dal suolo, mentre le ultime due alla distanza di 30 cm l’un l’altra, per un’altezza complessiva di 120 cm, sufficiente a impedire l’accesso all’orso. La disponibilità di un Voltmetro o Joulometro consentirà di misurare l’efficienza ed efficacia dell’impianto.

I componenti essenziali della recinzione elettrificata sono:

  1. Generatore con energia di carica di almeno 0,8-1 Joule (meglio se 2 o 3 Joule) e impulso con tensione minima di 5.000 Volt (possibilmente compresa tra 8.000 e 10.000). Il generatore può essere alimentato dalla rete elettrica oppure da batterie da 9 o 12 Volt che, in mancanza di rete elettrica, garantiscono una potenza e una durata maggiore se associate a un pannello solare;
  2. Cavetto di collegamento del generatore alla recinzione;
  3. Picchetto di messa a terra con relativo cavo di collegamento al generatore;
  4. Pali tondi in legno di diametro 6-8 cm posti ai vertici del recinto o sulla porta (costituita di cancelli a molla elettrificati con maniglia isolata), meglio se rinforzati con pali di controspinta agli angoli, a una distanza di a 4-5 m l’uno dall’altro per i recinti fissi, mentre per quelli mobili si possono usare picchetti in plastica o altro materiale;
  5. Isolatori, generalmente in plastica, per isolare il conduttore dal paletto in legno (o altro materiale). Non servono per i picchetti in plastica;
  6. Fettuccia elettrificata (nastro) di 1,6-2,0 cm di larghezza per recinti mobili e/o fili metallici di 1,5 mm di diametro per i recinti fissi;
  7. Segnale di avvertimento.

 

Altri sistemi di prevenzione del danno
  • Stalle, pollai e ricoveri in muratura con porte/finestre in lamiera o chiuse con idonee grate di ferro e telaio in metallo non apribile (impossibilità di inserimento delle unghie nelle fessure e nei punti di contatto) e tetti solidi (lastre di metallo ben ancorate al cordolo o in cemento);
  • Eventuale utilizzo di dissuasori acustici suggeriti dagli Enti gestori delle Riserve Naturali;
  • Pollai in metallo a prova di orso, recentemente predisposti e testati dal Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.