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Liberi di re-immaginare l’inverno

13 Marzo 2023 | Non categorizzato

Domenica 12 marzo si è svolto con una numerosa partecipazione l’evento “Reimmaginiamo l’inverno” indetto da The Outdoor Manifesto. L’evento si è svolto in contemporanea in undici luoghi diversi dislocati lungo la Penisola, coinvolgendo oltre 20 associazioni che operano sulle Alpi e in Appennino.

Le associazioni Salviamo l’Orso e Stazione Ornitologica Abruzzese ONLUS, alle quali si sono aggiunte Mountain Wilderness, Lipu Abruzzo, Associazione Altura e Appennino Ecosistema, hanno aderito all’iniziativa percorrendo a piedi la distanza tra il bivio di Santo Spirito e Colle Civita a Roccamorice.

PERCHÉ ABBIAMO ADERITO ALLA MOBILITAZIONE NAZIONALE:

  • per ribadire l’urgenza di ripensare l’attuale sistema turistico invernale, alla luce dei cambiamenti climatici in atto. Un sistema non più sostenibile, oggi incentrato quasi esclusivamente sulla monocultura dello sci da discesa e sugli impianti di risalita che, per continuare ad esistere, devono contare su milioni di euro di finanziamenti pubblici;
  • perché crediamo nella necessità da parte di tutti di difendere il paesaggio egli ecosistemi, per il bene della fauna e di noi stessi, senza aggiungere infrastrutture distruttive di habitat naturali dal valore inestimabile;
  • perché crediamo che adesso sia più che mai importante far sentire la voce di chi lotta per la tutela dell’ambiente e della biodiversità, alla luce della sentenza del 6 marzo 2023 da parte del Consiglio di Stato che ha ribaltato la sentenza del TAR Abruzzo che aveva bocciato i nuovi impianti di risalita di Ovindoli in pieno Parco Naturale Regionale Sirente Velino, spazzando via ettari di territorio protetto che non torneranno più.

Nonostante il clima uggioso e la neve sciolta nelle ultime due settimane, che ha trasformato la ciaspolata in una camminata, i partecipanti hanno apprezzato il paesaggio storico e identitario della Montagna Madre, che scellerate e obsolete “politiche di sviluppo” vorrebbero sottomettere all’espansione pesante del bacino sciistico di Passolanciano-Majelletta per oltre 20 milioni di euro di fondi pubblici, a scapito della fornitura o del miglioramento di servizi essenziali, la cui mancanza è il motivo principale dell’esodo dai piccoli Comuni montani.

Questa e altre interessanti considerazioni sono emerse in un profondo dibattito che si è tenuto durante la manifestazione all’interno di una capanna di pietra a secco o tholos, elemento simbolico di quel versante della Maiella e del rapporto ancestrale tra le comunità locali e la natura.

Un ringraziamento va a tutti i partecipanti e all’agriturismo Terrae Eremis per la cordiale accoglienza.