A fine dicembre si è concluso uno dei momenti più delicati e significativi del lavoro di conservazione dell’orso bruno marsicano: Nina è tornata in Natura.
Il rilascio dell’orsetta è stato seguito con grande attenzione dal Servizio Scientifico e Veterinario del Parco, insieme al Servizio di Sorveglianza, che hanno accompagnato ogni fase di questo percorso complesso e carico di responsabilità. Prima del ritorno in libertà, Nina è stata sottoposta a un’accurata visita sanitaria, come previsto dalle Linee guida per il rilascio in natura dei cuccioli di orso bruno marsicano, per garantire le migliori condizioni di salute e adattamento all’ambiente naturale.
Come fa sapere il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, che si è occupato fin da subito dell’orsetta e ne ha seguite tutte le fasi di gestione in area protetta e rilascio in natura, nelle settimane precedenti il suo ritorno alla vita selvaggia, l’alimentazione dell’orsetta era stata progressivamente ridotta e il suo comportamento aveva mostrato segnali chiari di cambiamento: più tempo trascorso in tana, minore attività, un metabolismo che rallentava. Tutti indizi dell’avvicinarsi dell’ibernazione. Valutate attentamente anche le numerose variabili ambientali — dalle condizioni climatiche alle caratteristiche dei siti di rilascio — i tecnici hanno stabilito che quello fosse il momento giusto per restituirle la libertà.
I luoghi individuati per il rilascio rispondono a criteri rigorosi: aree interne al Parco, presenza di potenziali siti di svernamento, bassa pressione antropica e una distanza significativa da centri abitati e attività umane. Elementi fondamentali per aumentare le possibilità di successo di un’operazione così complessa.
Determinanti, come sempre, sono stati il peso e il comportamento dell’orsetta. Con i suoi 38 kg, Nina ha raggiunto una condizione considerata adeguata per affrontare l’inverno, segnando un passaggio cruciale verso l’autonomia.
Il rilascio si è svolto con la massima discrezione, per imprescindibili ragioni di sicurezza, la stessa che caratterizzerà ora la fase di monitoraggio. Nina è infatti dotata di un radiocollare GSM, che consentirà di seguirne gli spostamenti a distanza senza interferire con la sua vita selvatica.
Il Direttore del Parco, Luciano Sammarone, ha dichiarato che «Ora inizia la parte più delicata: monitorarla a distanza e sperare con tutte le forze che Nina riesca a vivere libera, nel suo ambiente naturale, contribuendo alla sopravvivenza della sua specie».
Salviamo L’Orso accoglie con grande entusiasmo questa notizia, la prima positiva dopo il brutto incidente che ha coinvolto un orso in un incidente stradale e ne ha provocata la morte. Ci auguriamo, dunque, che Nina possa riprendere pienamente in mano la sua vita selvatica, esplorare, scegliere e crescere come ogni giovane orsa dovrebbe poter fare. Ogni rilascio è una sfida, ma anche un atto di fiducia nella Natura e nel lavoro di chi ogni giorno si impegna per la conservazione dell’orso marsicano.
E se è vero che non tutti i rilasci hanno un esito positivo, come dimostrano le esperienze maturate in Europa e in Nordamerica, a Nina non possiamo che fare l’augurio più semplice e potente: che possa vivere libera e felice, nei boschi che da sempre appartengono alla sua specie.
Foto di copertina: Umberto Esposito

