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Fermiamo la riforma della caccia: un pericolo concreto per fauna selvatica ed esseri umani

2 Aprile 2026 | comunicati stampa

Salviamo L’Orso, insieme alle principali associazioni animaliste, ambientaliste e scientifiche italiane ha rivolto un appello diretto alla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, chiedendo di fermare il DDL 1552, noto come “DDL Malan–Lollobrigida”. Secondo le organizzazioni firmatarie, il provvedimento rappresenta un passo indietro significativo nella tutela della fauna e della sicurezza pubblica, in un contesto già segnato da centinaia di incidenti legati all’uso di armi da caccia tra il 2007 e il 2025.

Il disegno di legge interviene modificando profondamente la Legge 157/1992, che finora ha rappresentato il principale riferimento per la tutela della fauna selvatica in Italia. Le modifiche proposte vengono considerate estremamente critiche: si riducono le aree protette, si amplia il numero di specie cacciabili e si indebolisce il ruolo della valutazione scientifica nelle decisioni. A questo si aggiungono aperture che appaiono difficilmente giustificabili, come la possibilità di esercitare la caccia in contesti finora esclusi – tra cui le spiagge – e l’ingresso facilitato di cacciatori stranieri senza limiti stringenti.

Ancora più problematici risultano alcuni emendamenti introdotti nelle fasi finali, che sembrano rispondere più a interessi economici che a esigenze di tutela ambientale. In particolare, viene contestata la possibilità di riconoscere come imprenditori agricoli i gestori di aree di caccia private, consentendo loro di accedere a fondi pubblici. In questo modo, la fauna selvatica rischia di essere trasformata in una risorsa economica da sfruttare, perdendo il suo valore di bene comune.

Un ulteriore elemento di preoccupazione riguarda il Comitato Tecnico Faunistico Venatorio Nazionale: un emendamento punta a evitare una possibile pronuncia della Corte costituzionale sulla sua legittimità. Questo passaggio viene letto come un tentativo di sottrarre il provvedimento a un controllo istituzionale fondamentale.

A tutto questo si aggiunge un evidente scollamento rispetto alla volontà popolare. Le oltre 400.000 firme raccolte contro il disegno di legge e i dati dei sondaggi indicano chiaramente una crescente contrarietà dei cittadini verso l’espansione dell’attività venatoria. Non solo: il provvedimento appare in contrasto con lo spirito dell’Articolo 9 della Costituzione italiana, che impegna la Repubblica a proteggere ambiente, biodiversità ed ecosistemi anche nell’interesse delle future generazioni.

Ed è proprio guardando al percorso che ha portato fin qui che emergono le criticità più profonde. Questo disegno di legge nasce con l’obiettivo dichiarato di riformare la normativa sulla caccia, ma nel giro di poco tempo ha preso una direzione ben diversa, con un’accelerazione improvvisa dell’iter parlamentare che ha lasciato poco spazio al confronto. Nel corso della discussione, invece di rafforzare le garanzie ambientali, sono state introdotte modifiche che ampliano la pressione sulla fauna e riducono i controlli. Poi, nelle fasi finali, sono arrivati emendamenti che sembrano consolidare interessi particolari, intervenendo su aspetti delicatissimi come l’accesso ai fondi pubblici e i meccanismi di controllo istituzionale.

Nel frattempo, la società civile si è mobilitata, raccogliendo centinaia di migliaia di firme e chiedendo un ripensamento che però non è stato ascoltato. Oggi il testo si trova in una fase decisiva, e proprio per questo cresce la preoccupazione: perché quello che doveva essere un aggiornamento normativo rischia di trasformarsi in un arretramento significativo nella tutela dell’ambiente, della sicurezza e del principio stesso che la fauna selvatica sia un patrimonio di tutti, non una risorsa da sfruttare.

Di seguito la lista delle associazioni firmatarie:

AFNI – ALTRITALIA AMBIENTE – ALLEANZA ANTISPECISTA – ALTURA – AMICI DELLA TERRA – ANIMAL AID ITALIA – ANIMALISTI ITALIANI – ANIMAL LAW ITALIA – ANIMAL VOICES UNITED – ASOIM – ASSOCIAZIONE CARETTA CARETTA -ASSOCIAZIONE IO NON HO PAURA DEL LUPO – ATTIVISTI GRUPPO RANDAGIO – CERM – CIRF – CISO – EARTH – EBN – ENPA – ESSERE ANIMALI – ETICOSCIENZA – FEDER TREK – FEDERAZIONE PRO NATURA – FONDAZIONE CAPELLINO – FONDAZIONE CAVE CANEM – FONDAZIONE MAREVIVO – GAIA ANIMALI&AMBIENTE – GAROL – GREEN IMPACT – GREENPEACE – GRIG – GRUPPO INSUBRICO DI ORNITOLOGIA – GYBN ITALY – HUMANE WORLD FOR ANIMALS – ISDE – LAC – LAV – LEAL – LEGAMBIENTE – LEIDAA – LIMAV – LIPU – LNDC – MAN – MOUNTAIN WILDERNESS – NAHR – OASICOSTIERA ODV – OIPA – RETE DEI SANTUARI – REWILDING APPENINES – SALVIAMO L’ORSO – SOCIETÀ ORNITOLOGICA ITALIANA – SOS GAIA – SROPU – SRSN – VAS- WALDRAPPTEAM – WWF