Nel mese di aprile 2026, un giovane orso bruno marsicano è stato protagonista di una vicenda che ha riportato l’attenzione sulla persistenza del bracconaggio e sull’efficacia del lavoro di conservazione portato avanti nel territorio del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.
L’animale è stato individuato grazie alle attività di monitoraggio del personale del Parco e a seguito di una segnalazione di Salviamo L’Orso, in una condizione estremamente critica: un laccio metallico gli stringeva il collo, probabilmente una trappola illegale destinata ad altri animali selvatici ma potenzialmente letale per qualsiasi specie, orso compreso. Secondo quanto reso noto dalle strutture del Parco, la situazione ha richiesto un intervento rapido ma estremamente prudente, per evitare ulteriori stress o aggravamenti delle sue condizioni.
Dopo giorni di osservazione e valutazione del comportamento dell’orso, una squadra composta da veterinari e tecnici specializzati è riuscita a procedere con la sedazione a distanza, operazione indispensabile per intervenire in sicurezza su un animale selvatico di grandi dimensioni. Una volta immobilizzato, il personale ha potuto rimuovere il laccio e verificare le condizioni fisiche dell’animale, che presentava lesioni ma è stato stabilizzato sul posto.
Il Parco ha sottolineato come l’esito positivo dell’intervento sia il risultato della collaborazione tra professionalità diverse e di un sistema di monitoraggio ormai consolidato, fondamentale per affrontare tempestivamente episodi di questo tipo. L’orso, ribattezzato “Libero”, è stato poi nuovamente liberato nel suo ambiente naturale.
Il nome scelto racchiude il significato più profondo dell’episodio: non solo la salvezza di un singolo individuo, ma anche il richiamo alla necessità di mantenere alta l’attenzione contro le pratiche illegali che continuano a rappresentare una minaccia per la sopravvivenza dell’orso bruno marsicano, una delle popolazioni più rare e vulnerabili d’Europa.
L’episodio di Libero conferma, ancora una volta, quanto la conservazione della specie dipenda da un equilibrio delicato tra tutela attiva, controllo del territorio, responsabilità umana ed una normativa efficace e rigorosa.
> Guarda il video della liberazione.
> Il nostro intervento a Diario del sabato e della domenica,su Mediaset Infinity (a partire dal minuto 47:30 circa).

