Il prossimo 29 marzo la comunità di Pescosolido sarà chiamata a esprimersi su una decisione importante: attraverso un referendum, i cittadini potranno scegliere se una porzione del territorio montano comunale entrerà a far parte del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.
Non si tratta di una scelta puramente amministrativa, ma di un passaggio cruciale che riguarda la tutela della biodiversità, lo sviluppo sostenibile e il futuro stesso della comunità locale.
Perché questo referendum è così importante
Il referendum rappresenta uno degli strumenti più diretti di democrazia. Dare la parola ai cittadini significa permettere alla comunità di decidere in autonomia il proprio destino, assumendosi una responsabilità collettiva.
Partecipare al voto è fondamentale: non votare significa rinunciare a incidere su una decisione che avrà conseguenze concrete sul territorio, sull’economia locale e sulla conservazione della natura. Al contrario, recarsi alle urne è un segnale forte di impegno civico, di attenzione verso il bene comune e di partecipazione attiva alla vita democratica.
Entrare nel Parco: una scelta strategica per il territorio
L’eventuale ingresso di una parte del territorio di Pescosolido nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise rappresenterebbe un’opportunità straordinaria. Il Parco è uno dei più importanti esempi di tutela ambientale in Italia e in Europa, ed è fondamentale per la conservazione di specie simbolo come l’orso bruno marsicano.
Far parte del Parco significa:
- rafforzare la protezione degli habitat naturali;
- contribuire concretamente alla salvaguardia di specie rare e a rischio;
- inserirsi in una rete di territori che promuovono un modello di sviluppo sostenibile.
Un’opportunità per la comunità e per i giovani
L’esperienza di molti comuni dell’Appennino dimostra che la presenza del Parco può generare nuove opportunità economiche, in particolare nel settore del turismo naturalistico.
Pescosolido possiede un patrimonio naturale e paesaggistico di grande valore, ancora in parte inesplorato. Valorizzarlo significherebbe attrarre visitatori, creare nuove attività e offrire prospettive concrete soprattutto alle nuove generazioni.
Esistono inoltre strutture locali oggi inutilizzate o abbandonate che potrebbero essere recuperate e trasformate in centri di accoglienza e promozione del territorio, contribuendo a rilanciare l’economia locale.
Il ruolo di Salviamo l’Orso
Da anni, Salviamo l’Orso è attiva sul versante laziale del Parco – tra San Donato Val di Comino, Settefrati e Picinisco – e siamo pronti ad avviare una collaborazione con il Comune di Pescosolido qualora l’esito del referendum fosse favorevole.
Con il Sindaco Donato Enrico Bellisario, a cui diamo tutto il nostro sostegno, abbiamo già avuto diversi incontri per esaminare varie ipotesi di collaborazione. Tra queste, l’apertura di una foresteria per i nostri volontari in paese così da sviluppare una serie di attività che andrebbero dal monitoraggio dell’orso marsicano alla manutenzione della rete sentieristica, fino ad attività di assistenza alla comunità locale per mettere in sicurezza gratuitamente pollai, stalle ed apiari, oltre al supporto alla promozione del territorio attraverso iniziative di turismo responsabile.
L’obiettivo è duplice: favorire una convivenza pacifica tra uomo e fauna selvatica e valorizzare il territorio in modo sostenibile.
Una scelta che guarda al futuro
Il referendum del 29 marzo non è solo una consultazione locale: è una decisione che parla di visione, responsabilità e futuro. E se i cittadini di Pescosolido voteranno per entrare a far parte del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, significa che avranno colto l’importanza di investire nella tutela della natura, nella qualità della vita e in un modello di sviluppo che mette al centro il territorio e le persone.

