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Un Passaggio per l’Orso

Per aiutare l’orso a riconquistare il suo habitat naturale

 

1. Presentazione

La popolazione di orsi bruni degli Appennini è stata classificata come sottospecie con il nome di Ursus arctos marsicanus (Altobello, 1921), basandosi su diversità genetiche e morfologiche (Loy et al. 2008). Una delle principali minacce alla sua sopravvivenza è la persecuzione diretta dovuta ai conflitti con le attività umane. Il progetto “Un passaggio per l’orso” consiste di una serie di interventi di conservazione per prevenire conflitti tra uomini e orsi ed educare le comunità locali a convivere con gli orsi.

 

2. Aree di intervento

Il progetto si concentra principalmente sull’areale periferico di distribuzione dell’orso marsicano secondo la cartografia PATOM, che è criticamente importante per favorire il processo di ricolonizzazione e assicurare la sopravvivenza della popolazione. Questi territori collegano il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (PNALM), che ospita tutte le femmine riproduttive, con vaste e idonee aree protette, come il Parco Nazionale della Majella, il Parco Regionale dei Monti Simbruini e il Parco Regionale Sirente Velino.

 

3. Strategie

overturned-boulderLe azioni principali proposte in questo progetto includono:

    • Identificare i segni di presenza dell’orso in aree idonee avvalendosi di vari metodi di monitoraggio faunistico (transetti, analisi genetiche in accordo con Parchi Nazionali e Riserve Regionali, osservazioni a distanza e attivazione di fotocamere faunistiche) e raccolta di testimonianze della popolazione locale per prevenire danni e possibili conflitti;
    • Mettere in sicurezza piccoli allevamenti e apiari a rischio elevato di essere attaccati dall’orso attraverso la fornitura di recinzioni elettrificate;
    • Fornitura di contenitori per la spazzatura a prova di orso se strettamente necessario;
    • Produzione e pubblicazione di un manuale di buone pratiche per costruire “Comunità a Misura di Orso” in aree di potenziale ricolonizzazione;
    • Eventi pubblici per distribuire il manuale, massimizzare la comprensione dell’utilizzo delle migliori pratiche; rafforzare il sostegno al progetto e costruire una capacità duratura di convivere con gli orsi;
    • Monitoraggio dell’efficacia delle nostre azioni sulla riduzione dei danni e sulle abitudini dell’orso.

 

4. Tattiche

bear-hairhair-samplingQueste azioni sono condotte dai volontari di Salviamo l’Orso dotati di capacità e competenze specifiche, per esempio gli studenti di Scienze Naturali e Biologiche di Università italiane e straniere, sotto la supervisione di soci esperti e opportunamente formati. Il monitoraggio è essenziale per individuare le aree di passaggio dell’orso e mettere in pratica le misure di protezione dei piccoli allevamenti per la prevenzione dei conflitti. Inoltre, è fondamentale per raccogliere dati geografici sulla distribuzione dell’orso e per promuovere la conservazione dell’habitat e opporsi a progetti di infrastrutture che possano condurre alla frammentazione di aree idonee. Il progetto vuole realizzare un approccio di gestione dell’orso che sia innovativo e preventivo, attraverso la messa in sicurezza delle fonti alimentari, che possono condizionare il comportamento degli orsi e indurre a un’interazione diretta con le persone, e l’istruzione delle comunità locali sulle abitudini della specie e sulle migliori pratiche per convivere pacificamente con essa.

Soci esperti raccolgono e analizzano i dati prima e dopo l’attuazione delle azioni previste per individuare le dinamiche della popolazione fuori dai parchi nazionali.

Salviamo l’Orso organizza iniziative di raccolta fondi ( per indennizzare i danni da orso e acquistare ulteriori recinti elettrificati e loro componenti.

Relazioni annuali

Introduzione

Grazie a una donazione di 7.000 GBP da AISPA per il progetto “Un passaggio per l’orso”, nel 2016 Salviamo l’Orso (SLO) ha potuto realizzare le seguenti azioni:

1. ricerca dei segni di presenza in aree idonee mediante monitoraggio della fauna selvatica (transetti, raccolta di analisi genetica in accordo con le aree protette, fototrappole in aree non monitorate) in base a segnalazioni della popolazione locale per prevenire danni e conflitti;

2. messa in sicurezza degli animali domestici e degli alveari a maggior rischio di predazione degli orsi attraverso la fornitura di recinzioni elettrificate;

3. produzione e pubblicazione di un manuale delle migliori pratiche per la costruzione di una “Comunità a Misura d’Orso” in aree di nuovo e imminente ritorno della specie;

4. eventi pubblici per diffondere il manuale delle migliori pratiche e massimizzare la sua adozione, rafforzando il sostegno verso l’organizzazione e il progetto e costruire una pacifica e duratura convivenza della popolazione locale con gli orsi;

5. monitoraggio degli impatti delle azioni svolte attraverso la segnalazione di avvistamenti e danni dell’orso.

Coerentemente con gli obiettivi del progetto e la sovvenzione ricevuta (7.000 GBP = 78,65% del budget di 8.900 GBP inizialmente richiesto), le azioni sopra elencate sono state considerate prioritarie, mentre la fornitura di contenitori per rifiuti a prova di orso è stata rinviata, poiché finora non sono stati individuati altri punti di raccolta dei rifiuti, oltre a quelli già messi in sicurezza a Rocca Pia nel 2015. Segue una descrizione dettagliata delle azioni realizzate nel 2016, seguendo l’elenco precedente.

 

Azioni

1. Individuazione dei segni di presenza

Grazie al volontariato, in particolare agli studenti Erasmus dell’università di Plymouth che hanno formato una squadra di lavoro molto coesa, SLO è stata in grado di monitorare una vasta area periferica dell’home range dell’orso marsicano, la cui importanza è fondamentale per le politiche di conservazione della specie, come quella tra il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (PNALM), il Parco Nazionale della Maiella (PNM) e il Parco Regionale Sirente Velino (PRSV). Nello specifico, i volontari SLO hanno operato nei corridoi faunistici ricadenti nei territori comunali di Anversa degli Abruzzi (dove alloggiavano), Villalago, Cocullo, Goriano Sicoli, Tione degli Abruzzi, Bugnara, Introdacqua, Sulmona, Rocca Pia, Pettorano sul Gizio e Ortona dei Marsi in Abruzzo, mentre i monitoraggi sono stati condotti anche in Molise, nei Comuni di Pescopennataro, Capracotta, San Pietro Avellana, Vastogirardi, e nella Regione Lazio, nella zona di Pescosolido. L’azione svolta può essere riassunta come segue:

1.1 Transetti per la ricerca dei segni di presenza dell’orso

Nel periodo marzo-dicembre 2016, i volontari hanno coperto le suddette aree per circa 1.600 ore di monitoraggio sul campo, durante le quali hanno segnalato segni di presenza di orso come peli, escrementi e impronte.

1.2 Monitoraggio della fauna selvatica

Nel periodo tra marzo e novembre, i volontari hanno svolto anche osservazioni della fauna selvatica a distanza, con il binocolo, con cadenza di due volte a settimana. Nessun orso è stato osservato in Abruzzo, mentre un esemplare è stato avvistato e monitorato da volontari locali nel Lazio, nella zona di protezione esterna del PNALM. Nel periodo agosto-settembre, quattro gruppi di quattro volontari ciascuno hanno preso parte alla conta delle femmine con cuccioli (foto Ph. 1) nel PNALM, sotto la supervisione del personale scientifico del Parco, riportando osservazioni dirette per un totale di diciotto orsi e di una femmina con un cucciolo.

Una femmina con due cuccioli è stata segnalata dai pastori nelle montagne tra il PNALM e il PNM – ma i volontari non hanno riscontrato alcuna prova nonostante l’impegno nelle osservazioni e l’uso di transetti e fototrappole. 

1.3 Fototrappole

Tra marzo e dicembre è stato svolto un monitoraggio passivo attraverso l’utilizzo di 10 fototrappole che hanno registrato foto e video di un gran numero di specie, in particolare cinghiale (Sus scrofa), cervo (Cervus elaphus), capriolo (Capreolus capreolus), lupo (Canis lupus), volpe (Vulpes vulpes), martora (Martes martes), gatto selvatico (Felis silvestris), tasso (Meles meles) e istrice (Hystrix cristata).

Le fototrappole nel progetto hanno riscontrato la presenza di orsi solo nell’area di Pescosolido (foto Ph. 2), dove due individui (un maschio e una femmina) e un’orsa con un cucciolo (foto Ph. 3 – cucciolo in piedi) sono stati ripresi a settembre e prontamente segnalati al servizio scientifico del PNALM, compreso il nucleo familiare di femmina con cucciolo. Inoltre, il personale scientifico ha istituito una task force per catturare uno dei due orsi osservati perché aveva un laccio legato attorno al collo (foto Ph. 4).

1.4 Azioni di conservazione dell’habitat

Oltre alle azioni previste dal progetto, i volontari hanno svolto anche le seguenti attività:

1.4.1 Monitoraggio degli incidenti stradali con fauna selvatica su 4 tratti stradali in zona Anversa degli Abruzzi-Cocullo-Villalago e identificazione di passaggi faunistici e di attraversamento orso con la raccolta di pelo per analisi genetiche. Le prove sono state coerenti con le osservazioni dirette di orsi da parte degli abitanti di Cocullo e Anversa degli Abruzzi, consentendo di tracciare un possibile passaggio per l’orso tra il PNALM e il Parco Regionale Sirente Velino.

1.4.2 Pulizia delle piazzole di sosta e discariche ad Anversa degli Abruzzi, Villalago e Pettorano sul Gizio. Nelle ultime due località, l’azione è stata soprattutto finalizzata a ridurre gli incidenti stradali con la fauna selvatica rimuovendo gli avanzi di cibo che potrebbero attrarre gli animali, come orsi o lupi (foto Ph. 5). A Villalago più di 800 shelter (tubi di protezione) per alberi da frutto nel 2013 sono stati rimossi dall’ambiente naturale (foto Ph. 6).

1.4.3 Inoltre, i volontari hanno svolto regolari controlli nella Riserva Naturale delle Gole del Sagittario, segnalando criticità come discariche, segnaletica danneggiata, traffico di veicoli in zone vietate e perfino un cervo morto in un laccio (foto Ph. 7) alle autorità della Riserva e al Corpo Forestale dello Stato che hanno rimosso la carcassa e il laccio per ulteriori indagini.

 

2. Messa in sicurezza di allevamenti e apiari ad alto rischio di predazione da orso attraverso l’installazione di recinti elettrificati

Nel 2016 SLO ha acquistato e installato 8 recinti elettrificati nell’ambito di questo progetto.

Tutti questi dispositivi sono stati molto efficaci e hanno prevenuto i danni da orso alle attività protette. La regolare manutenzione di tutti i recinti elettrificati (foto Ph. 8) ha assicurato il risultato migliore. Il recinto costruito a Trevi nel Lazio (foto Ph. 9) è stato un intervento effettuato dopo che un orso aveva danneggiato delle arnie, ed è stata eseguita in collaborazione con il Parco Regionale dei Monti Simbruini, un’area d’importanza strategica per l’espansione della popolazione dell’orso marsicano verso le montagne laziali.

La maggior parte delle recinzioni è stata installata a Pettorano sul Gizio e Sulmona, per mettere in sicurezza le attività zootecniche dalle incursioni di Peppina, considerata un “orso confidente”. Nella stessa area, nel 2014 un contadino ha sparato a un orso uccidendolo. Per questa ragione abbiamo considerato prioritario proteggere le piccole aziende agricole del luogo.

 

3. Produzione e pubblicazione del rapporto sulle migliori pratiche

120 copie di un rapporto sulle migliori pratiche (foto Ph. 10) sono state stampate a novembre 2016 in occasione della Festa del Letargo, svoltasi ad Anversa degli Abruzzi il 27 novembre.

Circa 500 persone hanno partecipato all’evento, organizzato da SLO, WWF Abruzzo e l’associazione locale “Dalla parte dell’Orso” per informare le comunità locali sull’efficacia delle migliori pratiche per garantire la convivenza pacifica uomo-orso e sul ruolo fondamentale delle associazioni ambientaliste nel promuovere la loro diffusione. C’è stata anche una conferenza durante la quale il rapporto è stato distribuito gratuitamente a tutti i residenti e partecipanti.

Nel 2017 SLO ha intenzione di stampare e distribuire gratuitamente centinaia di copie del manuale delle migliori pratiche sulla base di quello redatto nel 2015 per la Comunità a misura d’Orso del Genzana, ma reso più generico e quindi estendibile a tutta l’area d’intervento.

 

4. Eventi pubblici

Di seguito sono elencati gli eventi pubblici organizzati per distribuire e massimizzare l’adozione delle migliori pratiche, rafforzare il sostegno verso l’organizzazione e il progetto e costruire una duratura capacità locale di convivere con gli orsi:

– 5 agosto 2016, Festa della Riserva Naturale Monte Genzana a Pettorano sul Gizio;

– 27 novembre 2016, Festa del Letargo ad Anversa degli Abruzzi;

– 17 dicembre 2016, presentazione del rapporto delle migliori pratiche (foto Ph. 11).

Il rapporto sulle migliori pratiche è stato presentato e distribuito il 27 novembre, mentre il 17 dicembre è stato presentato alla stampa.

 

5. Monitoraggio dell’impatto delle attività svolte attraverso la segnalazione di avvistamenti e danni di orsi

Nessun danno causato da orsi è stato segnalato presso gli allevamenti messi in sicurezza. Ciò ha indotto gli orsi condizionati dal cibo di origine antropica a spingersi verso aree sprovviste di difese, facendo registrare numerosi attacchi agli animali domestici. Da un lato questi conflitti con gli allevatori hanno frustrato i nostri sforzi per ridurre i conflitti uomo-orso e favorire l’accettazione della specie, dall’altro il successo ottenuto su scala più ridotta ha dimostrato alle comunità locali e al grande pubblico che la convivenza con i grandi carnivori è realmente possibile allorché vengono adottate le giuste misure.

Considerando che la percezione dell’orso da parte dell’uomo è negativamente correlata al verificarsi di danni, il nostro obiettivo ideale, perché attualmente non abbiamo la capacità economica per realizzarlo, è quello di mettere in sicurezza tutti gli allevamenti in aree critiche al fine di eliminare ogni causa di conflitto.

 

 

Conclusioni

Grazie al sostegno di AISPA, nel 2016 SLO ha potuto realizzare un progetto davvero ambizioso, che ha coinvolto 3 regioni e diverse comunità locali. In qualche modo abbiamo persino superato i risultati previsti nelle nostre proposte per il 2016. Questi obiettivi sono stati ottenuti solo grazie all’impegno e alla passione dei nostri volontari.

Tutto ciò rende SLO davvero ottimista sulla reale possibilità di eliminare le cause di conflitto uomo-orso nelle aree d’intervento e ci spinge a impegnarci sempre di più per cercare le risorse economiche indispensabili al raggiungimento di questo fine.

Introduzione

Grazie ad una donazione totale di 9.000 GBP da parte di AISPA per il progetto Un passaggio per l’Orso, lo scorso anno Salviamo l’Orso (SLO) ha potuto realizzare le seguenti azioni:

1. ricerca dei segni di presenza dell’orso in aree idonee mediante monitoraggio (transetti, raccolta campioni per l’analisi genetica in accordo con Parchi Nazionali e Riserve Naturali Regionali, osservazioni faunistiche, fototrappolaggio all’esterno delle aree protette) su segnalazione delle comunità locali per prevenire danni e conflitti;

2. mettere in sicurezza il bestiame e gli alveari a maggior rischio di predazione degli orsi attraverso la fornitura di recinzioni elettriche;

3. produzione e pubblicazione di un manuale delle migliori pratiche per la realizzazione di una “Comunità a Misura d’Orso” in aree di nuova e imminente presenza della specie;

4. eventi pubblici per diffondere il manuale, massimizzare l’adozione delle migliori pratiche, rafforzare il sostegno all’associazione e al progetto e creare una capacità locale e duratura di coesistere con gli orsi;

5. monitoraggio dell’impatto delle attività di Salviamo l’Orso attraverso la segnalazione della presenza e dei danni da orso.

SLO ha speso più di 3.000 sterline di fondi propri e 1.878,32 della donazione AISPA per l’azione 1; 1.500 di fondi propri e 7.121,68 delle risorse assegnate all’azione 2; 282,13 sull’azione 3, mentre gli eventi pubblici e le azioni di monitoraggio ai punti 4 e 5 non hanno richiesto alcuna spesa, ma solo lavoro volontario.

La necessità di prevenire i danni causati da tre orsi condizionati da cibo di provenienza antropica ha suggerito di allocare parte del budget programmato per le attività di monitoraggio alla sicurezza degli allevamenti e degli apiari. Abbiamo preso in prestito un cannocchiale per le osservazioni della fauna selvatica dai nostri amici dell’associazione Altura e, pertanto, non abbiamo avuto bisogno di acquistarne. Tuttavia, SLO ha comprato 6 paia di binocoli per i volontari stranieri.

Segue una spiegazione più dettagliata del perché, come e dove abbiamo attuato ogni singola azione.

 

Azioni

1.Identificazione dei segni di presenza

I volontari dello SLO hanno operato principalmente nelle aree centrali e periferiche (vedi foto Ph. 1) della mappa di distribuzione dell’orso bruno marsicano al di fuori dei parchi nazionali. In particolare, i nostri volontari si sono concentrati sui corridoi faunistici tra il Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise (PNALM) e la sua Zona di Protezione Esterna (ZPE), il Parco Nazionale della Majella (PNM), il Parco Regionale Sirente Velino (PRSV) e il Parco Regionale dei Monti Simbruini (PRMS). Nel periodo marzo-novembre, l’attività di monitoraggio ha coinvolto mediamente 6 persone al mese per una media di 10 giorni. Considerando una media di 5 ore per ogni sessione di monitoraggio, abbiamo stimato uno sforzo di 2.700 ore! Ciò è stato possibile grazie al prezioso contributo degli studenti Erasmus dell’università di Plymouth. Nello specifico, i volontari SLO hanno operato nel corridoio faunistico comprendente i territori comunali di Anversa degli Abruzzi (in cui alloggiavano), Villalago, Cocullo, Goriano Sicoli, Tione degli Abruzzi, Bugnara, Introdacqua, Sulmona, Rocca Pia, Pettorano sul Gizio, Morino, Civitella Roveto e Ortona dei Marsi in Abruzzo. Soci locali di SLO hanno monitorato le aree naturali nei territori comunali di Pescopennataro, Capracotta, San Pietro Avellana, Vastogirardi in Molise e Pescosolido, Campoli Appennino, Alvito, Trevi e Picinisco nella Regione Lazio. Le azioni svolte possono essere riassunte come segue:

 1.1 Transetti per la ricerca dei segni di presenza dell’orso e raccolta di campioni per l’analisi genetica

Nel periodo marzo-novembre 2017 i volontari hanno coperto le suddette aree. Sono stati rilevati più di 70 segni di presenza di orsi in Abruzzo, più di 60 nel Lazio, mentre circa 20 in Molise. I segni di presenza possono essere distinti approssimativamente in 2/3 escrementi (vedi foto Ph. 2) e 1/3 peli.

A causa del cambiamento delle linee guida, i volontari hanno raccolto per le analisi genetiche solo i campioni di pelo (vedi foto Ph. 3).

1.2 Osservazioni della fauna selvatica

Nel periodo marzo-novembre, i volontari hanno effettuato anche osservazioni faunistiche a distanza con binocolo, con una cadenza di due volte a settimana. In Abruzzo sono stati osservati 9 orsi adulti e 1 nucleo familiare (una femmina con due cuccioli), tutti nel PNALM e nella ZPE.

Nel Lazio i nostri volontari hanno osservato e monitorato 11 orsi. In agosto-settembre 3 gruppi di 4 volontari ciascuno hanno preso parte al conteggio delle femmine di orso con cuccioli (vedi foto Ph. 4) nel PNALM, sotto la supervisione del Servizio Scientifico dell’Ente, riportando osservazioni dirette di 7 orsi e anche di due femmine, rispettivamente con uno e due cuccioli.

1.3 Fototrappole

Nel periodo marzo-dicembre, i volontari SLO hanno effettuato un monitoraggio passivo con 14 telecamere. Nell’intera area sono state rilevate molteplici specie, in particolare cinghiale (Sus scrofa), cervo (Cervus elaphus), capriolo (Capreolus capreolus), lupo (Canis lupus), volpe (Vulpes vulpes), faina (Martes martes), gatto selvatico (Felis silvestris), tasso (Meles meles), istrice (Hystrix cristata). Le fototrappole del progetto hanno filmato 1 orso nel Lazio e 2 in Molise (vedi foto Ph. 5). Significativa la mancanza di immagini di orsi in Abruzzo, dove le aree indagate presentavano una densità di orsi inferiore a quelle delle altre due regioni.

1.4 Azioni di conservazione degli habitat

Oltre alle azioni previste nella nostra proposta del 2017, i volontari hanno svolto anche le seguenti attività:

1.4.1 Misure di mitigazione degli incidenti stradali con la fauna: i volontari di SLO hanno svolto lavori di manutenzione dei catadiottri e sostituito la segnaletica danneggiata lungo la SR 83 Marsicana. Inoltre, sono stati riaperti 3 sottopassi della Strada Statale 17 nei Comuni di Pettorano sul Gizio e Rocca Pia, ripulendo dai rifiuti e dalla vegetazione che li ostruiva, per favorire la biopermeabilità e ridurre il rischio di mortalità stradale.

1.4.2 Pulizia delle discariche: i volontari hanno bonificato alcune discariche (costituite soprattutto da rifiuti plastici) in aree naturali nel territorio comunale di Pettorano sul Gizio.

1.4.3 Vigilanza antincendio: il 15 agosto i nostri volontari hanno avvistato un incendio durante un’attività di monitoraggio sul Monte Genzana, mentre il 27 agosto hanno segnalato e aiutato a spegnere un incendio a Cocullo (vedi foto Ph. 6), durante un turno di sorveglianza antincendio in un’estate particolarmente secca e flagellata dai piromani. I volontari hanno coadiuvato il personale della Riserva Naturale Monte Genzana Alto Gizio e della Riserva Naturale e Oasi WWF Gole del Sagittario nella sorveglianza antincendio dal 10 agosto al 10 settembre 2017.

 

2. Protezione degli allevamenti e degli apiari a maggior rischio di predazione da parte degli orsi attraverso la fornitura di recinzioni elettriche

L’anno scorso, SLO ha acquistato e installato 8 recinzioni elettriche, ha recintato un pollaio con una robusta recinzione metallica e ha realizzato due stalle a prova di orso posizionando 3 porte di metallo. A causa dell’elevato valore economico e ambientale degli alveari, gli apiari sono stato considerato un bene prioritario da mettere in sicurezza (vedi foto Ph. 7). Tutte queste misure di prevenzione, insieme alla loro regolare manutenzione, si sono dimostrate molto efficaci e hanno evitato danni da orso alle proprietà protette.

La prevenzione dei conflitti è un’azione di conservazione cruciale per sostenere la crescita della popolazione di orsi. Negli ultimi anni, il buon tasso di natalità (11 e 12 cuccioli contati nel 2016 e nel 2017), unito a una riduzione della mortalità causata dall’uomo (1 esemplare morto nel 2016 e nessuno nel 2017), ha sostenuto questa crescita. SLO ha operato nei territori esterni alle aree protette con grande efficacia.

 

3. Produzione e pubblicazione di un manuale delle migliori pratiche

Nell’aprile 2017, SLO ha stampato 500 copie di un manuale delle migliori pratiche e le ha distribuite in eventi pubblici alle comunità e alle amministrazioni locali per sensibilizzare sull’importanza dell’orso e promuovere la convivenza con la specie. 

 

4. Eventi pubblici

Di seguito sono elencati gli eventi pubblici per diffondere e massimizzare l’adozione delle migliori pratiche, rafforzare il sostegno all’associazione e al progetto e creare una capacità duratura di coesistere con gli orsi:

– 15 dicembre 2017, incontro ad Avezzano per la presentazione del libro “Ernico. Storia di un orso dell’Appennino” e progetti e risultati dell’associazione;
– 2 settembre 2017, il “Giorno dell’Orso” a Pescasseroli, un’intera giornata dedicata all’orso bruno marsicano con escursioni, eventi didattici naturalistici, presentazione di progetti (vedi foto Ph. 8), proiezione di documentari e musica dal vivo;
– 4 giugno 2017, presentazione della mostra fotografica itinerante “Cammina-foto: contest fotografico sull’habitat dell’orso bruno marsicano”.

 

5. Monitoraggio dell’impatto delle attività di SLO attraverso la segnalazione di danni da orso e frequentazione

Nel 2017 i volontari SLO si sono concentrati sulla prevenzione dei danni da orso in due aree, considerate tra i principali corridoi faunistici tra il PNALM e il PNM:

A. Le gole del fiume Sagittario;
B. Il massiccio del Monte Genzana e la valle del fiume Gizio.

L’individuazione di aziende agricole non protette, l’installazione e la manutenzione di recinzioni elettriche e altre misure di prevenzione hanno comportato uno sforzo enorme. Questo lavoro si è rivelato molto efficace con una forte riduzione dei danni rispetto agli anni precedenti in entrambe le aree di intervento e un conseguente spostamento degli orsi condizionati da fonti di cibo antropico (precisamente l’orsa Gemma in zona A e Peppina in zona B) verso territori non protetti. Se ciò da un lato dimostra l’efficacia di questo progetto, dall’altro dimostra la difficoltà di mettere in sicurezza la vasta area di distribuzione.

 

 

Conclusioni

L’andamento della popolazione dell’orso marsicano è senza dubbio incoraggiante con un numero relativamente elevato di nascite negli ultimi due anni, unito a una mortalità indotta dall’uomo piuttosto bassa. Alcuni orsi sono stati segnalati in zone dove la loro presenza non era più stata osservata con la stessa frequenza da molto tempo. In seguito all’ingresso accidentale di un orso in una casa a Villavallelonga il 29 luglio, il PNALM ha esteso le misure di prevenzione dei danni all’interno dei suoi confini con un finanziamento ad hoc del Ministero dell’Ambiente. Grazie alla generosa donazione di AISPA, SLO ha potuto concentrare i propri sforzi nelle aree al di fuori dei parchi nazionali e regionali. Tuttavia, il territorio potenziale che necessita di protezione è molto ampio e le risorse finanziarie per proteggere tutti gli allevamenti e gli apiari non sarebbero sufficienti. Particolarmente preoccupante è l’inadeguatezza delle comunità locali riguardo alla convivenza con l’orso nelle aree di nuova presenza della specie, dove è probabile l’insorgere di eventuali conflitti nel breve-medio periodo. L’orso filmato dai volontari di SLO con un laccio alla gola e prontamente segnalato al PNALM nel 2016 ne è la drammatica testimonianza. La femmina, battezzata Monachella, è stata catturata dal personale scientifico e veterinario dell’Ente nel settembre 2017. Dopo che le sono state medicate le ferite che il cavo d’acciaio le aveva inferto, è stata immediatamente rilasciata, sopravvissuta alla trappola che le stava impedendo di alimentarsi correttamente e che l’avrebbe altrimenti condotta a morte per denutrizione.

SLO sta affrontando la sfida di promuovere la crescita della popolazione di orsi e aumentare l’accettazione della specie da parte delle comunità locali prima che si possano verificare interazioni negative ed eventi di bracconaggio come quello che sarebbe potuto costare la vita a Monachella.

Grazie al sostegno di AISPA, i soci di SLO sono più fiduciosi di poter vincere questa sfida.

Introduzione

Grazie a una donazione di 10.000 GBP da AISPA per il progetto “Un passaggio per l’orso”, nel 2018 Salviamo l’Orso (SLO) ha potuto realizzare le seguenti azioni:

1. ricerca dei segni di presenza in aree idonee mediante monitoraggio della fauna selvatica (transetti, raccolta campioni per analisi genetica in accordo con i Parchi Nazionali, fototrappole in aree non monitorate) secondo i resoconti della popolazione locale per prevenire danni e conflitti;

2. messa in sicurezza di allevamenti, alveari e frutteti a maggior rischio di predazione degli orsi attraverso la fornitura di 9 recinzioni elettrificate e 5 porte in metallo a prova d’orso;

3. stampa e distribuzione del manuale delle migliori pratiche per costruire una “Comunità a misura d’orso” in aree di nuova ed imminente ricolonizzazione, come la Riserva MAB (Man & Biosphere) Collemeluccio-Montedimezzo Alto Molise;

4. divulgazione sull’ecologia e l’etologia dell’orso ed eventi pubblici per diffondere il manuale, massimizzare l’adozione delle migliori pratiche, rafforzare il sostegno per l’organizzazione e per il progetto, e costruire una pacifica e duratura convivenza della popolazione locale con gli orsi;

5. monitoraggio dell’impatto delle attività svolte attraverso il numero delle segnalazioni di avvistamenti e danni dell’orso ricevute.

 Attraverso questo progetto, Salviamo l’Orso e AISPA sostengono la crescita della popolazione di orso bruno marsicano. La strategia principale è quella di ridurre i conflitti con le attività locali e diffondere le migliori pratiche di convivenza per favorire la capacità di questa sottospecie di orso bruno, in grave pericolo di estinzione, di reclamare habitat idonei ed estendere il proprio areale di distribuzione.

Infatti, un recente studio condotto per conto del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare[1] ha evidenziato l’importanza dei corridoi faunistici al di fuori dei parchi nazionali come “ponti” naturali per gli orsi al fine di espandersi nelle aree più idonee dell’Appennino Centrale, che sarebbero potenzialmente in grado di ospitare almeno 300 orsi! Inoltre, una ricerca genetica[2] ha dimostrato l’unicità di questa sottospecie, la quale probabilmente è rimasta isolata dal resto della popolazione di orso bruno Europeo 3.000-4.000 anni fa, e non 4-6 secoli fa, come si riteneva in precedenza. Durante questo lungo periodo d’isolamento e costante interazione con l’uomo, l’orso marsicano ha sviluppato caratteristiche morfologiche e comportamentali proprie.

Tuttavia, la frammentazione dell’habitat, le infrastrutture, il disturbo di origine antropica, il bracconaggio e altre attività illegali, oltre a pozzi e vasche di raccolta dell’acqua non protetti, rischiano di minare questo processo di naturale espansione e di portare la popolazione rimanente a una maggiore depressione da consanguineità.

Con gli orsi segnalati persino al di fuori dell’attuale areale di distribuzione, lo scenario delle operazioni future per SLO e i suoi partner diventa imprevedibile e rende ancora più necessarie azioni proattive come la prevenzione dei danni e la diffusione delle migliori pratiche. Per questo SLO ha compiuto un grande sforzo per tracciare e monitorare le attività dell’orso al di fuori delle aree protette e implementare le misure di “Bear-Smart Community”.

Grazie all’aiuto degli studenti Erasmus Plus e a un numero sempre crescente di volontari stranieri e locali, nel 2018 SLO ha operato instancabilmente nelle aree di collegamento tra i parchi nazionali e regionali e le riserve. Sono state installate recinzioni elettrificate e porte metalliche a prova d’orso, provocando una drastica riduzione dei danni da orsi condizionati da cibo di origine antropica che si sono spostati verso aree senza queste misure di protezione e lontano dai centri abitati. I volontari di SLO hanno operato anche in Molise e nel Lazio, dove hanno trovato e raccolto diversi segni di presenza dell’orso. Nell’autunno del 2018 SLO ha incontrato i residenti dell’area di San Pietro Avellana per sensibilizzare sulle migliori pratiche di convivenza con l’orso, a seguito delle incursioni dell’orsa Peppina e dei suoi tre cuccioli, aprendo la strada per la creazione di una Bear Smart Community (Comunità a Misura d’Orso) nella Riserva Man & Biosphere Collemeluccio-Montedimezzo Alto Molise.

 

Azioni

1. Identificazione dei segni di presenza

I volontari di SLO hanno effettuato le ricerche dei segni di presenza soprattutto nell’areale centrale e periferico dell’orso bruno marsicano fuori dai parchi nazionali e dalle riserve regionali, dove un monitoraggio regolare è carente.

In particolare, si sono concentrati sui corridoi faunistici tra il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (PNALM) e la sua zona di protezione esterna, il Parco Nazionale della Majella (PNM), il Parco Regionale Sirente Velino (PRSV) e il Parco Regionale dei Monti Simbruini (PRMS). Nel periodo tra marzo e novembre, le attività di monitoraggio hanno coinvolto in media 8 persone per circa 10 giorni al mese.

Considerando una media di 5 ore per ogni sessione di monitoraggio, abbiamo stimato un impegno pari a 3.600 ore. Ciò è stato possibile grazie al prezioso contributo degli studenti Erasmus Plus di diverse università straniere. Nello specifico i volontari SLO hanno operato nel corridoio faunistico comprendente i territori comunali di Anversa degli Abruzzi e Pettorano sul Gizio (dove alloggiavano), Villalago, Cocullo, Goriano Sicoli, Tione degli Abruzzi, Bugnara, Introdacqua, Sulmona, Rocca Pia, Castel di Sangro, Morino, Civitella Roveto, Trasacco, Luco dei Marsi, Collelongo, Bisegna, Balsorano e Ortona dei Marsi, in Abruzzo.

I soci SLO del luogo hanno monitorato le aree lontane dai centri abitati nei territori comunali di Pescopennataro, Capracotta, San Pietro Avellana, Vastogirardi, Castel del Giudice e Sant’Angelo del Pesco nel Molise, e Pescosolido, Campoli Appennino, Alvito, Trevi e Picinisco nella regione Lazio. Il lavoro svolto può essere riassunto come segue:

1.1 Transetti per la ricerca di segni di presenza dell’orso e raccolta di campioni per le analisi genetiche

Nel periodo marzo-novembre 2018, i volontari hanno coperto le suddette zone, rilevando segni di presenza dell’orso in tutte le aree in cui hanno operato. Almeno 15 diversi campioni di peli sono stati consegnati al personale delle aree protette per essere inviati per le analisi genetiche ad ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale). SLO ha grandi aspettative per alcuni campioni raccolti nella Riserva Naturale Regionale e Oasi WWF Gole del Sagittario su un susino, che aveva dei rami spezzati da un giovane orso. Infatti, una delle fototrappole del progetto ha filmato lo stesso orso, mentre tornava più volte a nutrirsi delle prugne (Ph. 1). Probabilmente si è trattato di una femmina, poiché non si è potuto osservare genitali maschili nelle immagini, ma solo le analisi genetiche potranno accertarlo.

1.2 Osservazioni faunistiche

Nel medesimo periodo del 2018, i volontari hanno anche effettuato osservazioni faunistiche a distanza con i binocoli, con una frequenza di 2 volte a settimana. In Abruzzo, a inizio giugno, hanno avvistato a poca distanza l’orsa Gemma (Ph. 2), 3 orsi adulti e una famiglia (una femmina con due cuccioli), sempre nel PNALM e nella sua zona di protezione esterna (ZPE). Nel Lazio i volontari hanno osservato e monitorato 3 orsi (la stessa femmina con due cuccioli vista in Abruzzo). Tra agosto e settembre, 5 gruppi di 4 volontari ciascuno hanno preso parte alla conta delle femmine con cuccioli nel PNALM, sotto la supervisione del Servizio Scientifico del Parco, riportando osservazioni dirette per un totale di 9 orsi e la suddetta femmina con due cuccioli. Purtroppo, il 15 ottobre questo nucleo famigliare è caduto in una vasca per la raccolta dell’acqua dalle pareti lisce e verticali, annegando.

1.3 Fototrappole

Tra marzo e ottobre, i volontari SLO hanno svolto monitoraggio passivo attraverso l’utilizzo di 24 fototrappole, incluse le 3 acquistate grazie alla donazione AISPA. Sono state avvistate numerose specie, in particolare cinghiale (Sus scrofa), cervo (Cervus elaphus), capriolo (Capreolus capreolus), lupo (Canis lupus), volpe (Vulpes vulpes), martora (Martes martes), gatto selvatico (Felis silvestris), tasso (Meles meles), istrice (Hystrix cristata) e perfino il camoscio appenninico (Rupicapra pyrenaica ornata). Le foto trappole del progetto hanno filmato almeno 3 diversi orsi in Abruzzo (foto ph. 3). A differenza dello scorso anno, non sono stati fototrappolati orsi in Lazio e Molise. Ciò a causa del malfunzionamento di una fototrappola, al cambio di abitudini degli orsi, che hanno smesso di frequentare un’area dove è stato installato un recinto elettrificato, e a una riduzione dello sforzo di monitoraggio passivo effettuato nel Lazio.

1.4 Azioni di conservazione dell’habitat

I volontari hanno inoltre svolto le seguenti attività, alcune previste nell’ambito del progetto “Let’s take action for the bear”:

1.4.1 Potatura di 194 alberi da frutto in frutteti abbandonati per incrementare le risorse alimentari dell’orso nelle zone di montagna fuori dai centri abitati di Pettorano sul Gizio e Rocca Pia.

1.4.2 Installazione di 680 catadiottri di dissuasione della fauna lungo 20,6 chilometri della Strada Statale 17 per migliorare la biopermeabilità e ridurre il rischio di incidenti tra veicoli in transito e fauna.

1.4.3 Rimozione di 10.666 metri di filo sia liscio sia spinato, pari a 4.400 metri di recinzione, dalle montagne tra Villalago, Bisegna, Anversa degli Abruzzi e Ortona dei Marsi per migliorare la permeabilità dell’habitat e il paesaggio naturale.

1.4.4 Pulizia delle discariche: i volontari hanno ripulito alcune discariche (costituite soprattutto da rifiuti di plastica) fuori dai centri abitati, nel territorio comunale di Pettorano sul Gizio.

 

2. Messa in sicurezza di allevamenti e apiari ad alto rischio di predazione da orso attraverso l’installazione di recinti elettrificati

Lo scorso anno, SLO ha acquistato e installato 9 recinzioni elettrificate (Ph. 4) e costruito 5 stalle a prova d’orso grazie all’installazione di 6 porte metalliche (Ph. 5). Tutte queste misure di prevenzione, alle quali è stata effettuata adeguata e regolare manutenzione, si sono dimostrate molto efficaci e hanno evitato danni da orso alle proprietà protette.

La prevenzione dei conflitti uomo-orso è un’azione di conservazione cruciale per favorire la crescita della popolazione di orso marsicano. Negli ultimi anni un buon tasso di natalità – 11, 12 e ancora 11 cuccioli conteggiati rispettivamente nel 2016, 2017 e 2018 – ha probabilmente portato a questa crescita. SLO è intervenuta con grande successo nelle aree adiacenti, aiutando il PNALM a gestire alcuni orsi problematici anche all’interno del Parco.

 

3. Produzione e pubblicazione del manuale delle migliori pratiche

Nell’aprile del 2018, SLO ha stampato 2.500 copie del manuale delle migliori pratiche e le ha distribuite durante gli eventi pubblici alle comunità e alle amministrazioni locali per sensibilizzare sull’importanza della conservazione dell’orso e promuovere una pacifica convivenza con la specie. Particolarmente importante è stata l’azione di sensibilizzazione nell’area di San Pietro Avellana, dove l’orsa Peppina e i suoi 3 cuccioli avevano fatto irruzione in diversi pollai. La collaborazione con Rewilding Europe ci ha permesso di mettere in sicurezza gli allevamenti in questo Comune con recinzioni elettrificate e porte metalliche a prova d’orso, completando il lavoro svolto con AISPA.

 

4. Eventi pubblici

Gli eventi pubblici per diffondere e massimizzare l’applicazione delle migliori pratiche, rafforzare il sostegno all’organizzazione e al progetto e costruire una pacifica e duratura convivenza dell’orso con le popolazioni locali sono elencati di seguito:

– 23 gennaio 2018, incontro con gli imprenditori di Pettorano sul Gizio per creare consapevolezza della bear-smart community e produrre un marchio locale;
– 15 luglio 2018, evento pubblico a Pescasseroli con stand informativo ed escursione nelle “Terre dell’Orso”;
– 17 agosto 2018, evento pubblico con escursione e visita guidata al “Museo dell’Orso” di Pizzone;
– 20 ottobre 2018, incontro con la comunità locale di San Pietro Avellana in Molise (Ph. 6).

4.1. Divulgazione ambientale

Quest’attività si è svolta soprattutto nel Museo dell’Orso di Pizzone (Ph. 7), ma alcuni incontri con le scuole si sono svolti anche nella zona della Valle Peligna (Sulmona, Pratola Peligna, Pettorano sul Gizio).

 

5. Monitoraggio dell’impatto delle attività attraverso la segnalazione di avvistamenti e danni dell’orso

Nel 2018 I volontari SLO hanno concentrato le azioni di prevenzione dei danni da orso in due aree principali, considerate corridoi faunistici d’elezione tra il PNALM e il PNM:

A. Le gole del Sagittario;
B. Massiccio del Monte Genzana e la valle del fiume Gizio.

L’individuazione di attività agricole non protette, la costruzione e manutenzione dei recinti elettrificati e delle altre misure di prevenzione hanno comportato uno sforzo notevole. Questo lavoro si è rivelato efficace, con la consistente riduzione dei danni rilevati rispetto agli anni precedenti in entrambe le aree di intervento, con conseguente spostamento degli orsi abituati al cibo facile (l’orsa Gemma nell’area A e Peppina nell’area B) verso territori non protetti. Se da un lato si dimostra l’efficacia del progetto, dall’altro si palesa: a) la necessità che le comunità umane adottino le migliori pratiche di coesistenza con l’orso per prevenire i conflitti e b) la difficoltà di mettere in sicurezza la vasta area di distribuzione, inclusi i territori di recente espansione.

Tuttavia, lo scorso anno SLO ha svolto un lavoro simile nelle zone del Giovenco, Alto Sangro, Mainarde e Marsica, per ridurre le interazioni negative rispettivamente con gli orsi Amarena, Giacomina, Liberata e Mario. Possiamo dire che SLO ha aiutato le istituzioni territorialmente coinvolte nella gestione degli orsi cosiddetti problematici o confidenti – quattro femmine e un maschio.

 

6. Costi

Il cofinanziamento da parte di SLO e altri partner (Rewilding Europe su tutti) ha consentito di andare ben al di là dei risultati attesi.

 

 

Conclusioni

L’andamento della popolazione di orso marsicano è senza dubbio incoraggiante con un relativo alto numero di nascite negli ultimi due anni combinato a un basso tasso di mortalità legata alle interazioni con l’uomo. Alcuni orsi sono stati segnalati in zone dove la loro presenza era stata raramente osservata, come nei dintorni di Anversa degli Abruzzi, nella Riserva Naturale Regionale e Oasi WWF Gole del Sagittario. Almeno 3 diversi orsi sono stati ripresi dalle fototrappole nell’ambito del progetto. Solo le analisi genetiche ci diranno se il giovane orso che frequentava Anversa degli Abruzzi tra giugno e luglio è una femmina e/o un individuo diverso da quelli osservati nella Riserva Naturale del Monte Genzana nello stesso periodo.

Grazie alla generosa donazione di AISPA, SLO ha potuto concentrare i suoi sforzi nelle aree al di fuori dei parchi regionali e nazionali. Tuttavia, il territorio che potenzialmente necessita di protezione è enorme e le risorse finanziarie per mettere in sicurezza le aziende agricole e gli apiari insufficienti. Particolarmente preoccupante è la reticenza delle comunità locali di convivere con l’orso in alcune aree di espansione della specie, con possibili conflitti che potrebbero verificarsi nel medio-lungo periodo. Ecco perché lo sforzo nell’informare la popolazione deve essere rafforzato e pianificato per uno scenario più ampio. SLO sta affrontando la sfida di promuovere la crescita della popolazione di orso marsicano e l’accettazione della specie da parte delle comunità locali, prima che si verifichino tensioni o eventi di bracconaggio per ritorsione. Infatti, il ritrovamento e la rimozione di una trappola per orso (Ph. 8) nei pressi di un’attività agricola danneggiata ci ricorda che questa minaccia è sempre presente.

La morte di una femmina con i suoi due cuccioli, annegati in una vasca per la raccolta dell’acqua non protetta in un corridoio tra il PNALM e il Parco Regionale dei Monti Simbruini nell’ottobre del 2018, ha frustrato il buon lavoro che si stava svolgendo, esortandoci ad affrontare anche questa minaccia e fornire all’orso marsicano un passaggio più sicuro.

______________

[1]Ciucci P., L. Maiorano, L. Chiaverini, M. Falco. (2016). Aggiornamento della cartografia di riferimento del PATOM su presenza e distribuzione potenziale dell’orso bruno marsicano nell’Appennino centrale. Azione A2: Relazione tecnica finale. Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e Unione Zoologica Italiana, Roma. 84 pp.

[2]Andrea Benazzo et al. (2017), Survival and divergence in a small group: the extraordinary genomic history of the endangered Apennine brown bear stragglers.

Introduzione

Grazie a una donazione di 7.000 GBP da AISPA per il progetto “Un passaggio per l’orso”, nel 2019 Salviamo l’Orso (SLO) ha potuto realizzare le seguenti azioni:

1. ricerca dei segni di presenza in aree idonee mediante monitoraggio della fauna selvatica (transetti, raccolta campioni per analisi genetica in accordo con i Parchi Nazionali, fototrappole in aree non monitorate) secondo i resoconti della popolazione locale per prevenire danni e conflitti;

2. messa in sicurezza di allevamenti, alveari e frutteti a maggior rischio di predazione degli orsi attraverso la fornitura di 12 recinzioni elettrificate e 6 porte in metallo a prova d’orso;

3. divulgazione sull’ecologia e l’etologia dell’orso ed eventi pubblici per massimizzare l’adozione delle migliori pratiche, rafforzare il sostegno per l’organizzazione e per il progetto, e costruire una pacifica e duratura convivenza della popolazione locale con gli orsi;

4. messa in sicurezza di 6 vasche di raccolta dell’acqua per impedire la caduta e l’annegamento della fauna selvatica;

5. monitoraggio dell’impatto delle attività svolte attraverso il numero delle segnalazioni di avvistamenti e danni dell’orso ricevute.

Attraverso questo progetto, Salviamo l’Orso e AISPA sostengono la crescita della popolazione di orso bruno marsicano. La strategia principale è quella di ridurre i conflitti con le attività locali e diffondere le migliori pratiche di convivenza per favorire la capacità di questa sottospecie di orso bruno, in grave pericolo di estinzione, di reclamare habitat idonei ed estendere il proprio areale di distribuzione.

Infatti, un recente studio condotto per conto del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare[1] ha evidenziato l’importanza dei corridoi faunistici al di fuori dei parchi nazionali come “ponti” naturali per gli orsi al fine di espandersi nelle aree più idonee dell’Appennino Centrale, che sarebbero potenzialmente in grado di ospitare almeno 300 orsi! Inoltre, una ricerca genetica[2] ha dimostrato l’unicità di questa sottospecie, la quale probabilmente è rimasta isolata dal resto della popolazione di orso bruno Europeo 3.000-4.000 anni fa, e non 4-6 secoli fa, come si riteneva in precedenza. Durante questo lungo periodo d’isolamento e costante interazione con l’uomo, l’orso marsicano ha sviluppato caratteristiche morfologiche e comportamentali proprie.

Tuttavia, la frammentazione dell’habitat, le infrastrutture, il disturbo di origine antropica, il bracconaggio e altre attività illegali, oltre a pozzi e vasche di raccolta dell’acqua non protetti, rischiano di minare questo processo di naturale espansione e di portare la popolazione rimanente a una maggiore depressione da consanguineità.

Con gli orsi segnalati persino al di fuori dell’attuale areale di distribuzione, lo scenario delle operazioni future per SLO e i suoi partner diventa imprevedibile e rende ancora più necessarie azioni proattive come la prevenzione dei danni e la diffusione delle migliori pratiche. Per questo SLO ha compiuto un grande sforzo per tracciare e monitorare le attività dell’orso al di fuori delle aree protette e implementare le misure di “Bear-Smart Community”.

Grazie all’aiuto degli studenti Erasmus Plus e a un numero sempre crescente di volontari stranieri e locali, nel 2019 SLO ha operato instancabilmente nelle aree di collegamento tra i parchi nazionali e regionali e le riserve. Sono state installate in tutto 12 recinzioni elettrificate e 6 porte metalliche a prova d’orso e messe in sicurezza 6 vasche per la raccolta dell’acqua con griglie di metallo.

 

Azioni

1. Attività di monitoraggio

Circa 60 volontari di SLO (di cui 28 stranieri) hanno operato principalmente nell’areale centrale e periferico dell’orso bruno marsicano al di fuori delle aree protette. In particolare, i nostri volontari si sono concentrati sui corridoi faunistici che collegano il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (PNALM) e la sua zona di protezione esterna (ZPE), al Parco Nazionale della Majella (PNM), al Parco Regionale Sirente Velino (PRSV) e al Parco Regionale dei Monti Simbruini (PRMS). Nel periodo marzo-novembre 2019, le attività di monitoraggio hanno coinvolto mediamente 10 persone al mese per una media di 12 giorni. Considerando una media di 5 ore per ogni sessione di monitoraggio, abbiamo stimato un impegno pari a 5.400 ore in 9 mesi. Ciò è stato possibile grazie al prezioso contributo degli studenti Erasmus Plus provenienti da università inglesi, belghe, olandesi e tedesche. Nello specifico, i volontari di SLO hanno operato nel corridoio faunistico comprendente i territori comunali di Pettorano sul Gizio e Anversa degli Abruzzi (dove alloggiavano).

Sono stati rilevati segni di presenza dell’orso in tutte le zone in cui hanno operato. Almeno 12 diversi campioni di peli sono stati consegnati al personale delle aree protette per le analisi genetiche, ancora in corso.

1.1 Osservazione della fauna selvatica

Nel periodo marzo-novembre, i volontari hanno svolto attività di osservazione della fauna selvatica a distanza con i binocoli, con una frequenza di due volte a settimana, rilevando la presenza di orsi in 15 diverse occasioni. Nel periodo agosto-settembre, 5 gruppi, ognuno composto da 4 volontari, ha preso parte alla conta delle femmine con cuccioli nel PNALM, sotto la supervisione del personale scientifico del Parco, riportando l’osservazione diretta di 2 femmine, una con due cuccioli, l’altra con un solo cucciolo (Ph. 1).

1.2 Fototrappole

Nel periodo marzo-ottobre, i volontari di SLO hanno condotto attività di monitoraggio passivo attraverso 30 fototrappole, incluse le 3 acquistate grazie alla donazione di AISPA nel 2018. Sono state fototrappolate molte specie diverse, in particolare cinghiale (Sus scrofa), cervo (Cervus elaphus), capriolo (Capreolus capreolus), lupo (Canis lupus), volpe (Vulpes vulpes), martora (Martes martes), gatto selvatico (Felis silvestris), tasso (Meles meles) e istrice (Hystrix cristata).

Le fototrappole del progetto hanno registrato la presenza di almeno 5 orsi.

1.3 Azioni di conservazione dell’habitat

Oltre alle azioni programmate nella proposta del 2018, i volontari hanno svolto anche le seguenti attività:

1.3.1 Potatura di 521 alberi da frutto in frutteti abbandonati per preservare le risorse alimentari dell’orso nelle aree di montagna fuori dai paesi di Pettorano sul Gizio, Ortona dei Marsi e Bisegna.

1.3.2 Rimozione di 65.000 metri di filo spinato, pari a 24.000 metri di recinzione, sulle montagne tra Villalago, Bisegna, Cocullo, Gioia dei Marsi e Ortona dei Marsi per aumentare la permeabilità del territorio e il paesaggio naturale.

1.3.3 Pulizia delle discariche: i volontari hanno ripulito alcune discariche abusive (composte soprattutto da rifiuti di plastica) nel territorio di Pettorano sul Gizio.

 

2. Messa in sicurezza di bestiame, apiari e frutteti ad alto rischio di predazione da orso attraverso la fornitura di recinzioni elettrificate

Nel 2019 SLO ha acquistato e montato 9 recinzioni elettrificate (Ph. 2) e reso a prova d’orso 5 stalle installando 6 porte metalliche (Ph. 3). Tutte queste misure di prevenzione, sottoposte a adeguata e regolare manutenzione, si sono dimostrate molto efficaci e hanno evitato danni da orso alle proprietà protette.

La prevenzione dei conflitti uomo-orso è una cruciale azione di conservazione per favorire la crescita della popolazione di orso marsicano. Negli ultimi anni un ottimo tasso di natalità – 11, 12, 11 e 20 cuccioli conteggiati rispettivamente nel 2016, 2017, 2018 e 2019 – ha probabilmente portato a questa crescita. SLO è intervenuta con grande successo nelle aree adiacenti, aiutando le autorità del PNALM a gestire alcuni orsi problematici anche all’interno del Parco.

 

3. Eventi pubblici e divulgazione ambientale

Gli eventi pubblici per diffondere e massimizzare l’adozione delle migliori pratiche, rafforzare il sostegno all’organizzazione e al progetto e costruire una pacifica e duratura convivenza della popolazione locale con gli orsi, si sono svolti soprattutto presso il Museo dell’Orso a Pizzone (Ph. 4), ma anche nelle città e nei paesi delle regioni coinvolte (Ph. 5). 

 

4. Monitoraggio dell’impatto delle attività svolte attraverso la segnalazione di avvistamenti e danni dell’orso.

Nel 2019 i volontari SLO hanno concentrato le azioni di prevenzione dei danni da orso in due aree principali, considerate i corridoi faunistici d’elezione tra il PNALM e il PNM:

A. Marsica;
B. Valle Peligna.

L’identificazione di attività agricole non protette, la costruzione e manutenzione dei recinti elettrificati e le altre misure di prevenzione hanno comportato uno sforzo notevole. Questo lavoro si è rivelato molto efficace con un’effettiva riduzione dei danni rilevati rispetto agli anni precedenti in entrambe le aree di intervento, con conseguente spostamento degli orsi problematici (gli orsi Mario nell’area A e Peppina nella B) verso territori non protetti. Tuttavia, al verificarsi di danni riportati in luoghi non protetti, come Gioia dei Marsi, le misure di prevenzione sono state estese anche a queste aree, dove i conflitti sono cessati.

 

5. Vasche per la raccolta dell’acqua

Nell’aprile 2019, subito dopo il disgelo, Salviamo l’Orso ha messo in sicurezza 6 vasche per la raccolta dell’acqua con resistenti griglie metalliche nell’area di Villalago, ai bordi della ZPE del PNALM. Queste strutture sono state localizzate durante le operazioni di rimozione del filo spinato. Il fabbro Mario Schiappa ha effettuato i lavori di messa in sicurezza (Ph. 6).

Nel frattempo, anche la vasca in località “Le Fossette”, responsabile della morte di 5 orsi Marsicani, di cui 4 femmine, tra il 2010 e il 2018, è stata definitivamente chiusa da un’impresa edile assunta dalla famiglia Sipari, proprietaria del terreno, che l’ha riempita di pietre e terra.

 

6. Costi

I costi sono stati allocati in maniera diversa rispetto a quanto previsto dalla proposta di Progetto, perché le misure di prevenzione non sono state più necessarie, mentre le attività di divulgazione ambientale hanno richiesto solo un rimborso spese, poiché svolte su base volontaria. Il cofinanziamento sostenuto da SLO e dai suoi partner (Rewilding Europe e The European Nature Trust su tutti) ha consentito di andare oltre i risultati attesi e finanziati inizialmente.

 

 

Conclusioni

L’andamento della popolazione di orso marsicano è senza dubbio incoraggiante con 20 cuccioli nati nel 2019 (il numero più alto mai registrato da quanto si effettua la conta delle femmine con cuccioli). Sfortunatamente due femmine adulte sono state investite, una ad agosto nei pressi di Rionero Sannitico e un’altra a dicembre nei pressi di Castel di Sangro. Alcuni orsi sono stati segnalati in aree dove la loro presenza era stata raramente osservata prima (perfino femmine con cuccioli), come l’area intorno ad Anversa degli Abruzzi, nella Riserva delle Gole del Sagittario, o a Civita d’Antino e Sante Marie.

Almeno 5 diversi orsi sono stati fototrappolati nell’ambito del progetto. A novembre uno di questi orsi – una femmina di nome Barbara – è stata catturata e munita di radiocollare dal personale della Riserva Naturale Monte Genzana Alto Gizio, del PNM e del PNALM, in uno dei frutteti abbandonati riqualificati da SLO. Grazie alla generosa donazione di AISPA, SLO ha potuto concentrare i suoi sforzi nelle aree al di fuori dei parchi regionali e nazionali. Tuttavia, il territorio che potenzialmente necessita di protezione è enorme e le risorse finanziarie per mettere in sicurezza allevamenti e apiari insufficienti. SLO sta affrontando la sfida di promuovere la crescita della popolazione di orsi e aumentare l’accettazione della specie da parte delle comunità locali prima che si possano verificare interazioni negative ed eventi di bracconaggio per ritorsione.

Il sostegno di AISPA ci incoraggia a vincere questa sfida e ad assicurare all’orso marsicano un passaggio ancora più sicuro.

______________

[1]Ciucci P., L. Maiorano, L. Chiaverini, M. Falco. (2016). Aggiornamento della cartografia di riferimento del PATOM su presenza e distribuzione potenziale dell’orso bruno marsicano nell’Appennino centrale. Azione A2: Relazione tecnica finale. Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e Unione Zoologica Italiana, Roma. 84 pp.

[2]Andrea Benazzo et al. (2017), Survival and divergence in a small group: the extraordinary genomic history of the endangered Apennine brown bear stragglers.

Introduzione

Grazie a una donazione di 8.000 GBP da AISPA per il progetto “Un passaggio per l’Orso”, nel 2020 Salviamo l’Orso (SLO) ha potuto realizzare le seguenti azioni:

1. ricerca dei segni di presenza in aree idonee mediante monitoraggio della fauna selvatica (transetti, raccolta campioni per analisi genetica in accordo con i Parchi Nazionali, fototrappole in aree non monitorate) secondo i resoconti della popolazione locale per prevenire danni e conflitti;

2. messa in sicurezza di allevamenti, alveari e frutteti a maggior rischio di predazione degli orsi attraverso la fornitura di 10 recinzioni elettrificate;

3. produzione di un documentario e di 5 brevi video da parte del giovane filmmaker cipriota Constantinos Christou;

4. incontri con circa 20 alunni ciascuno in un campo estivo di educazione ambientale a Pescolanciano e Sessano;

5. Messa in sicurezza di 6 pozzi per impedire alla fauna di caderci e annegare.

Attraverso questo progetto, Salviamo l’Orso e AISPA sostengono la crescita della popolazione di orso bruno marsicano. La strategia principale è quella di ridurre i conflitti con le attività locali e diffondere le migliori pratiche di convivenza per favorire la capacità di questa sottospecie di orso bruno, in grave pericolo di estinzione, di reclamare habitat idonei ed estendere il proprio areale di distribuzione.

Grazie all’aiuto degli studenti Erasmus Plus e a un numero sempre crescente di volontari stranieri e locali, nonostante le restrizioni per il contrasto alla pandemia di COVID-19, alle quali ci si è attenuti scrupolosamente, nel 2020 SLO ha operato instancabilmente nelle aree di collegamento tra i parchi nazionali e regionali e le riserve.

 

Azioni

1. Attività di monitoraggio

Circa 35 volontari di SLO (di cui 11 stranieri) hanno operato principalmente nell’areale centrale e periferico dell’orso bruno marsicano al di fuori delle aree protette. In particolare, i nostri volontari si sono concentrati sui corridoi faunistici che collegano il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (PNALM) e la sua zona di protezione esterna (ZPE), al Parco Nazionale della Majella (PNM), al Parco Regionale Sirente Velino (PRSV) e al Parco Regionale dei Monti Simbruini (PRMS). Nel periodo maggio-dicembre 2020 (due mesi in ritardo a causa delle chiusure per il COVID-19), le attività di monitoraggio hanno coinvolto mediamente 8 persone al mese per una media di 12 giorni. Considerando una media di 5 ore per ogni sessione di monitoraggio, abbiamo stimato un impegno pari a 3.840 ore in 8 mesi. Ciò è stato possibile grazie al prezioso contributo degli studenti Erasmus Plus provenienti da università olandesi, francesi e tedesche. A causa delle chiusure nel Regno Unito, nel 2020 SLO ha accolto un solo volontario britannico dalla Scozia. I volontari hanno alloggiato a Gioia dei Marsi (nella sede operativa di SLO) e a Pettorano sul Gizio, nelle strutture della Riserva Naturale Regionale Monte Genzana Alto Gizio. Hanno individuato 226 segni di presenza dell’orso in tutte le zone in cui hanno operato e hanno contribuito alla raccolta di 14 campioni di peli, consegnati al personale delle aree protette per le analisi genetiche, ancora in corso.

1.1 Osservazioni faunistiche

Nel periodo maggio-dicembre, i volontari hanno svolto attività di osservazione a distanza della fauna con i binocoli, con una frequenza di due volte a settimana, rilevando la presenza di orsi in 34 diverse occasioni. A causa del COVID, l’annuale conta delle femmine con cuccioli nel PNALM, in collaborazione con il Servizio Scientifico del Parco, è stata cancellata. Tuttavia, i volontari di SLO hanno osservato l’orsa Amarena con i suoi 4 cuccioli (Ph. 1) 24 volte nelle Gole del Sagittario e in Valle del Giovenco, mentre una femmina con un cucciolo è stata segnalata nella ZPE laziale del PNALM. Dopo alcuni giorni altri due orsi sono stati avvistati in quell’area, probabilmente la stessa orsa seguita da un maschio, che avrebbe potuto sopprimere il cucciolo. 

1.2 Fototrappole

Nel periodo marzo-ottobre, i volontari di SLO hanno condotto attività di monitoraggio passivo attraverso 30 fototrappole, incluse le 3 acquistate grazie alla donazione di AISPA nel 2018. Sono state fototrappolate un gran numero di specie (2436 registrazioni), in particolare cinghiale (Sus scrofa), cervo (Cervus elaphus), capriolo (Capreolus capreolus), lupo (Canis lupus), volpe (Vulpes vulpes), martora (Martes martes), gatto selvatico (Felis silvestris), tasso (Meles meles) e istrice (Hystrix cristata).

Le fototrappole del progetto hanno rilevato la presenza di almeno 6 orsi diversi.

1.3 Azioni di conservazione dell’habitat

Oltre alle azioni previste nella proposta di progetto del 2020, i volontari hanno portato avanti anche le azioni seguenti:

1.3.1 Potature di 60 alberi da frutto in frutteti abbandonati per preservare delle fonti di cibo per gli orsi in aree montane fuori dai paesi di Pettorano sul Gizio, Bisegna e Tione degli Abruzzi. 170 alberi da frutto sono stati piantati, 70 a Bisegna e 100 a Ortona dei Marsi.

1.3.2 Rimozione di 11.000 m di filo spinato dalle montagne tra Villalago, Bisegna, Cocullo, Gioia dei Marsi and Ortona dei Marsi per migliorare la connettività ambientale e il paesaggio naturale.

1.3.3 Pulizia di 12 discariche: i volontari hanno ripulito alcune discariche (costituite perlopiù di materiale plastico) da aree naturali nei territori comunali di Pettorano sul Gizio (Ph. 2) e Ortona dei Marsi.

 

2. Messa in sicurezza di bestiame, apiari e frutteti ad alto rischio di predazione da orso attraverso la fornitura di recinzioni elettrificate

Nel 2020, sono stati installati 10 recinti elettrificati (Ph. 3):

 

No.

Bene protetto

Descrizione

Area

1

Api

Recinto elettrificato

Introdacqua

2

Api

Recinto elettrificato

Introdacqua

3

Api e alberi da frutto

Recinto elettrificato

San Donato Val di Comino

4

Alberi da frutto

Recinto elettrificato

Ortona dei Marsi

5

Pecore

Recinto elettrificato

Pescasseroli

6

Api

Recinto elettrificato

Ortona dei Marsi

7

Pollame

Recinto elettrificato

Sulmona

8

Pollame

Recinto elettrificato

Sulmona

9

Alberi da frutto

Recinto elettrificato

Villalago

10

Pecore

Recinto elettrificato

Bugnara

 

Tutte queste misure di prevenzione, sottoposte a adeguata e regolare manutenzione, si sono dimostrate molto efficaci e hanno evitato danni da orso alle proprietà protette.

 

3. Un filmmaker professionista per promuovere il progetto

Il giovane filmmaker Constantinos Christou (Ph. 4) è stato in Italia da luglio a metà novembre 2020. In questo periodo, si è dedicato a raccogliere materiale audiovisivo per un documentario e 5 video brevi per questo progetto. Il documentario, che è ancora in fase di montaggio, sarà intitolato “Terre dell’Orso”. I brevi video trattano i temi seguenti: 1) contrasto all’espansione degli impianti di sci di Monte Magnola, 2) recupero dei frutteti in disuso, 3) lavori di messa in sicurezza dei pozzi, 4) attività di monitoraggio condotte dai volontari, 5) azioni di conservazione di SLO.

 

4. Educazione alla natura e sulla biologia ed etologia dell’orso per studenti delle scuole nel territorio dell’orso bruno marsicano

A fine agosto, Angela Tavone e Caterina Palombo, naturaliste e divulgatrici ambientali, hanno incontrato due gruppi di 20 alunni ciascuno, uno a Pescolanciano (Ph. 5) e uno a Sessano, per diffondere la conoscenza sulla biologia ed etologia dell’orso, sulle buone pratiche di convivenza e sull’importanza della conservazione dell’orso attraverso attività in natura e con metodi interattivi. A parte questi eventi, nel 2020 le iniziative di divulgazione ambientale sono state gravemente limitate dalle misure di contrasto alla diffusione del COVID-19. Il Museo dell’Orso di Pizzone è stato aperto tutte le domeniche dal 28 giugno al 25 ottobre (18 giorni di apertura), con il coinvolgimento di 7 volontari di SLO (126 ore di lavoro in totale) e 156 visitatori.

 

5. Messa in sicurezza di pozzi per la raccolta dell’acqua che possono rappresentare una minaccia per la fauna

Nel 2020, 3 pozzi per la raccolta dell’acqua sono stati messi in sicurezza in modo permanente, mentre altri 3 sono stati chiusi da piastre metalliche rimovibili, poiché i lavori per la realizzazione di un acquedotto sono ancora in corso (vedi * nella tabella sottostante). Questi pozzi potrebbero rappresentare una potenziale minaccia per orsi e altre specie di animali selvatici che potrebbero cadervi, annegando. La tabella in basso riassume le principali informazioni su questi interventi.

 

Data dei lavori di messa in sicur.

Nome

N. pozzi

Coord. (WGS 84 33 T)

Comune

24/05/2020

Stazzo del Campo

1

405950

4633946

Scanno

31/05/2020

Callefrino

1

408109

4639276

Scanno

08/10/2020

Vallone di Iovana

3*

407998

4638984

Scanno

16/10/2020

Fonte la Scrella

1 (2 vani)

403059

4640996

Villalago

 

6. Costi

I costi sono stati allocati in maniera rispetto alle spese previste. È stata data priorità alle misure preventive, mentre le attività educative sono state quasi completamente annullate a causa del COVID.

 

Conclusioni

Nonostante il COVID, SLO è stata in grado di ospitare volontari e attuare la maggior parte delle attività pianificate all’inizio del 2020. L’andamento della popolazione di orsi marsicani è senza dubbio incoraggiante e nel 2020 non si sono verificati incidenti mortali. Con la cancellazione della conta annuale delle femmine di orso con cuccioli è stato più difficile stimare il numero dei nuovi nati dell’anno. Finora i 4 cuccioli di Amarena sono stati l’unico evento riproduttivo certo. Questa flessione era prevista rispetto ai dati del 2019, il numero più alto mai registrato dall’inizio dei conteggi. Tuttavia, nei prossimi mesi il servizio scientifico del PNALM non mancherà di pubblicare i dati del proprio monitoraggio ed è molto probabile che il numero ufficiale di cuccioli dell’anno cresca rispetto alle informazioni in nostro possesso. Almeno 6 diversi esemplari di orso sono stati filmati dalle fototrappole del progetto, di cui 3 a Pettorano sul Gizio, confermando quanto questo territorio sia vitale per la conservazione della specie.

Grazie alla generosa donazione di AISPA, SLO ha potuto concentrare i suoi sforzi nei territori al di fuori delle aree protette nazionali e regionali, riscontrando un forte impatto soprattutto nella riduzione dei conflitti uomo-orso. Ciò è stato possibile grazie alla protezione degli allevamenti e degli apiari che è stata effettuata su ampia scala dal 2015.

 

 

campagna_passaggio_orso

Salviamo l’Orso lavora per far convivere pacificamente uomo e orso. Con il tuo contributo, anche piccolo, ci aiuti ad acquistare i recinti elettrificati e a rifondere i danni provocati al bestiame e alle attività agricole nelle aree in cui la specie sta ritornando gradualmente.

Questa azione è un passaggio fondamentale per la tutela e l’espansione dell’habitat della specie. Con il tuo aiuto possiamo farcela!

Donazioni raccolte

€ 3.250,00 (già spesi per le azioni previste)

(aggiornato a Marzo 2021)

 

 

 

Possiamo fare di più! Aiutaci con una donazione, il tuo contributo sarà speso direttamente per la tutela dell’orso!

Locandina ORSO-NEW-2