Linee guida recinzioni elettrificate

Gli animali da cortile, il bestiame domestico, la frutta, gli ortaggi, le larve delle api e il miele costituiscono una risorsa alimentare per gli orsi che, da buoni predatori opportunisti, possono approfittarne tanto più quanto queste attività agrosilvopastorali insistono in aree naturalisticamente idonee alla presenza della specie. Attualmente soltanto pochi esemplari (5-6, pari a circa il 10% della popolazione stimata) hanno acquisito atteggiamenti cosiddetti “problematici”, compiendo incursioni presso allevamenti e frutteti urbani, talvolta provocando conflitti con portatori di interesse locali che non riconoscono all’orso il diritto di svolgere le proprie funzioni biologiche in aree rivendicate all’uso esclusivo dell’uomo.

Tuttavia, spesso sono proprio l’incoscienza e l’incuria delle persone, attraverso la mancata protezione degli animali d’allevamento, l’abbandono di carcasse e di rifiuti appetibili nei pressi delle stalle, a favorire l’avvicinarsi dell’orso e di altri animali selvatici, il verificarsi dei danni e dei relativi conflitti. Sistemi di prevenzione come i recinti elettrificati, le porte, i pollai e i cassonetti a prova d’orso mirano a evitare che gli orsi si abituino a razziare risorse alimentari di origine antropica ricevendo con il cibo un rinforzo positivo al loro comportamento.

La recinzione elettrificata funge da barriera psicologica che impedisce l’ingresso dell’orso in un allevamento o in un orto.

Per convogliare l’elettricità in un sistema di difesa ci deve essere un circuito chiuso completo. La corrente elettrica deve viaggiare dalla sua fonte al circuito e viceversa. Questo flusso si verifica solo quando un cavo carico di elettricità della recinzione viene messo a terra. Normalmente la recinzione elettrica funziona come un circuito aperto o incompleto, con pulsazioni di elettricità ripetute generate da un generatore e inviate ai cavi elettrici del sistema di difesa. Quando l’orso tocca un cavo mette a terra il sistema, chiudendo il circuito. La pulsazione elettrica passa attraverso l’animale e torna al generatore producendo all’orso uno shock fastidioso, ma non letale.

È dimostrato che l’efficacia della recinzione elettrificataè di circa il 100%. Chi non conosce questo dispositivo di protezione ha sempre paura che possa provocare ferite, danni permanenti o folgorare loro o un loro cane. Falso! Un recinto elettrificato costruito a regola d’arte è sicuro per le persone, i loro animali e gli orsi. È piuttosto facile da installare, ma è consigliato seguire attentamente le istruzioni o contattare i tecnici delle aree protette o della nostra associazione per una consulenza che possa evitare malfunzionamenti e renderlo inefficace.

Si raccomanda la realizzazione della recinzione elettrificata attenendosi alle linee guida fornite dal progetto Life Arctos, per complessive 5 linee di fettuccia o di filo; di cui le prime tre a 20 cm di distanza l’una dall’altra e dal suolo, mentre le ultime due alla distanza di 30 cm l’un l’altra, per un’altezza complessiva di 120 cm, sufficiente a impedire l’accesso all’orso. La disponibilità di un Voltmetro o Joulometro consentirà di misurare l’efficienza ed efficacia dell’impianto.

I componenti essenziali della recinzione elettrificata sono:

  1. Generatore con energia di carica di almeno 0,8-1 Joule (meglio se 2 o 3 Joule) e impulso con tensione minima di 5.000 Volt (possibilmente compresa tra 8.000 e 10.000). Il generatore può essere alimentato dalla rete elettrica oppure da batterie da 9 o 12 Volt che, in mancanza di rete elettrica, garantiscono una potenza e una durata maggiore se associate a un pannello solare;
  2. Cavetto di collegamento del generatore alla recinzione;
  3. Picchetto di messa a terra con relativo cavo di collegamento al generatore;
  4. Pali tondi in legno di diametro 6-8 cm posti ai vertici del recinto o sulla porta (costituita di cancelli a molla elettrificati con maniglia isolata), meglio se rinforzati con pali di controspinta agli angoli, a una distanza di a 4-5 m l’uno dall’altro per i recinti fissi, mentre per quelli mobili si possono usare picchetti in plastica o altro materiale;
  5. Isolatori, generalmente in plastica, per isolare il conduttore dal paletto in legno (o altro materiale). Non servono per i picchetti in plastica;
  6. Fettuccia elettrificata (nastro) di 1,6-2,0 cm di larghezza per recinti mobili e/o corda o cavo metallico di 1,5 mm di diametro per i recinti fissi;
  7. Segnale di avvertimento.

 

Altri sistemi di prevenzione del danno
  • Stalle, pollai e ricoveri in muratura con porte/finestre in lamiera o chiuse con idonee grate di ferro e telaio in metallo non apribile (impossibilità di inserimento delle unghie nelle fessure e nei punti di contatto) e tetti solidi (lastre di metallo ben ancorate al cordolo o in cemento);
  • Eventuale utilizzo di dissuasori acustici suggeriti dagli Enti gestori delle Riserve Naturali;
  • Pollai in metallo a prova di orso, recentemente predisposti e testati dal Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.

Se avete bisogno di assistenza, scrivete a info@salviamolorso.it